La fattura elettronica mette a rischio il MADE in ITALY

La fattura elettronica mette a rischio il made in Italy

Presidente associazione naziolae commercialisti


LA FATTURA ELETTRONICA METTE A RISCHIO IL MADE IN ITALY

LA FATTURA ELETTRONICA METTE A RISCHIO IL MADE IN ITALYIl software gratuito dell'Agenzia delle Entrate è farraginoso e non si implementa con i sistemi gestionali delle aziende, mentre i sistemi che vendono le Software House sì, è evidente che le aziende sceglieranno dei software più flessibili e sviluppati meglio. Questo rappresenta un grosso rischio perché le software house potranno profilare l'intero tessuto industriale italiano, nel singolo dettaglio, potranno conoscere la "ricetta industriale" di ogni singola azienda italiana. Si saprà da chi si rifornisce, di cosa si rifornisce e a quanto vende, quali sono i sui margini di guadagno e tutti gli altri dati. Già le banche tracciano ogni singolo movimento finanziario, ora si consegnerà a delle società private anche i dati contabili e industriali. Il Governo accolga subito le richieste di Fratelli d'Italia.Firma contro l'obbligo della fattura elettronica! https://nofatturaelettronica.it/raccolta-firme/#nofatturaelettronica

Pubblicato da NO alla fatturazione elettronica su Lunedì 19 novembre 2018

La denuncia arriva direttamente dal Presidente dell’Associazione Nazionale dei Commercialisti italiani, Marco Cuchel, che, durante un convegno alla Camera dei Deputati organizzato da Fratelli d’Italia, tuona contro il provvedimento che il Governo vuol fare entrare in vigore dal 1 Gennaio 2019.

La fattura elettronica mette a rischio il made in Italy

Presidente associazione naziolae commercialisti

Il software gratuito messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, ha spiegato Cuchel, è farraginoso ed ha il grave difetto da non potersi implementare con i software gestionali delle aziende. Cosa che invece fanno i software sviluppati dalla società private e facilmente reperibili in commercio. Così le aziende italiane, per adempiere all’obbligo imposto dal Governo, saranno orientate a scegliere i prodotti realizzati da grandi compagnie e colossi finanziari (come Amazon, Aruba e le stesse banche!). Il punto però è che gestendo il flusso di fatturazione, le Software House entreranno inevitabilmente in possesso dei dati delle aziende, e non potranno usufruire semplicemente di un “dato aggregato”, ma di un “dato scomposto”: potranno vedere ogni fattura nel singolo dettaglio, ovvero il costo di ogni prodotto e la descrizione specifica, analitica, di ogni prodotto fatturato.
Questo consentirà alla Software House di profilare il tessuto industriale italiano: il nostro sistema produttivo, il nostro Know How, i nostri brevetti industriali saranno messi letteralmente a nudo. Se questi dati venissero utilizzati ai fini commerciali, venissero ad esempio venduti ad aziende straniere concorrenti, le nostre aziende potrebbero diventare facile preda di attacchi, perché il flusso di dati renderebbe evidente nel dettaglio ogni ciclo produttivo: chi sono i fornitori, a quanto vendono, cosa vendono, i quantitativi che compra l’azienda, qual’è il prodotto trasformato, a quanto viene venduto, quanto margine ha l’impresa etc etc etc.

Insomma, la fatturazione elettronica è una vera e propria follia che oltre ad essere una tassa occulta, a complicare ulteriormente la vita alle nostre imprese, mette seriamente a rischio il Made in Italy.

 

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